Winsor McCay e Bubi nel paese del dormiveglia

Winsor McCay e Bubi nel paese del dormiveglia

Oggi Google dedica il suo logo doodle a Winsor McCay, fumettista ed illustratore americano che 107 anni fa, il 15 ottobre 1905, diede vita alla serie onirica di fumetti Little Nemo in Slumberland (Little Nemo nel Paese del dormiveglia), una delle serie più importanti nella storia del fumetto, pubblicata sul New York Herald fino al 23 aprile 1911 e in seguito sul New York American. Le ultime tavole di Nemo furono pubblicate dal 1924 al 1927 di nuovo sulle pagine del New York Herald.

Winsor McCay Little Nemo Bubi

In Italia la serie con protagonista il Little Nemo arrivò tra il 1912 ed il 1914 grazie al Corriere dei Piccoli, che lo rinominò Bubi (e la serie di fumetti Bubi nel paese del dormiveglia), nel 1935 fu riproposta sulle pagine di Topolino è più recentemente dal­l’editore Garzanti e dalla rivista Linus. Nel 1989 venne anche realizzato un film d’animazione, Piccolo Nemo – Avventure nel mondo dei sogni.

Little Nemo (Bubi) è un bambino americano tra i 5 ed i 10 anni, che ogni notte vive nei suoi sogni delle fantastiche avventure, che finiscono alla fine del fumetto con il suo risveglio a causa di una caduta dal letto, chiamato dai parenti, per uno spavento oppure svegliato dal personaggio Flip, che porta un cappello con scritto wake up (svegliati).

In ogni sogno Bubi/Nemo cerca di incontrare la Principessa di Slumberland, trovandosi però di fronte diversi ostacoli che riuscirà a superare solo l’8 luglio del 1906.

Le tavole complete del fumetto di Winsor McCay (in inglese) possono essere trovate su www.comicstriplibrary.org. Alcuni libri, sempre in inglese, sono disponibili invece su Amazon.

Winsor McCay Bubi nel paese del dormiveglia, Google doodle

Nel doodle Little Nemo in Google land, Bubi cade nel paese del dormiveglia incontrando la sua Principessa, finendo poi per risvegliarsi come al solito nel suo letto.

  • vera

    wonderful!!! E’ bello per qualche istante tornare bambini ed isolarci da tutte le peripezie quotidiane. L’autore di ciò ha dato veramente qualcosa di buono ai bimbi, e non solo a loro!